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Pentatomidae
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Contents
• Biologia
• Note
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Importanza
I Pentatomidi costituiscono una delle famiglie più importanti fra gli mwfgEterotteri, per il numero di specie, per la larga distribuzione e per l'importanza economica di diverse specie di interesse agrario.
Per le medie dimensioni e per l'aspetto inconfondibile, anche se si tratta di caratteri estesi in generale a tutta la superfamiglia dei Pentatomoidea, e per il fatto di essere piuttosto comuni, sono di facile riconoscimento anche per i profani. Il nome comune di mwgacimice, infatti, anche se a rigore fa riferimento all'intero sottordine degli Eterotteri, è utilizzato per antonomasia per indicare insetti appartenenti alla superfamiglia.
Descrizione
I Pentatomidi hanno corpo di medie dimensioni e nella generalità dei casi corto e con un profilo subpentagonale, da cui deriva il nome della famiglia e, per estensione, della superfamiglia. Non mancano tuttavia forme dal profilo ovoidale o oblungo. Il dorso è più o meno appiattito, mentre il ventre è convesso. La livrea è più o meno uniforme, con colori che variano dal verde al giallastro al brunastro, ma sono frequenti le specie con livree a colori vivaci, talvolta con riflessi metallici o con disegni in contrasto.
Il mwkacapo è relativamente piccolo, provvisto di due mwkqocelli e con mwkgantenne in genere composte da 5 articoli. Il mwkwpronoto è largo e breve ed ha i margini laterali vistosamente angolati. Il mwlamesoscutello è ben sviluppato, di forma subtriangolare; si prolunga posteriormente fino alla base della membrana delle mwlqemielitre, ricoprendola in parte, ma nella maggior parte delle specie non ricopre il corio e buona parte della membrana. Le emielitre sono ben sviluppate ed hanno una membrana percorsa da 5-12 nervature. Le mwlgzampe hanno tarsi composti in genere 3 segmenti (due nelle Cyrtocorinae).
L'mwmqaddome presenta le tipiche espansioni laterali appiattite degli uriti sporgenti rispetto alle emielitre e facilmente visibili, in genere, per la colorazione alternata. Come la generalità dei Pentatomomorfi, sono presenti sensilli tricoidei alloggiati in apposite fossette (mwmgtricobotri).
Biologia
Dopo l'accoppiamento, le femmine depongono sulle foglie gruppi di mwowuova (ovature), disposte in modo geometricamente ordinato e appressate, in numero variabile, talvolta anche fino a 400. Le uova hanno comunemente la forma di un barilotto, oppure sono cilindriche o sferiche. Il polo superiore è opercolato.
Il regime dietetico è variabile. La maggior parte delle specie è mwpqfitofaga e si nutre a spese di un numero elevato di specie botaniche, fra cui molte piante mwpgerbacee di interesse agrario (mwpwlegumi, mwqasolanacee, ortive in generale, mwqqcotone, mwqgriso e altri mwqwcereali, mwragraminacee in generale, ecc.). In genere prevale la polifagia, ma non mancano casi di specie con una tendenza alla monofagia o all'oligofagia.
Nell'ambito delle mwtaAsopinae sono frequenti specie i cui adulti hanno un regime alimentare strettamente zoofago oppure misto, mentre le forme giovanili sono fitofaghe. Le specie zoofaghe si comportano come mwtqpredatrici di uova o stadi larvali di altri insetti (come le larve di mwtgCharidotella sexpunctata). Una singolarità dei Pentatomidi è che anche le specie prettamente fitofaghe sono potenzialmente zoofaghe, per quanto questo comportamento sia poco frequente.
In varie specie di Pentatomidi si può riscontrare la tendenza all'aggregazione. Il gregarismo si riscontra nelle fasi svernanti, rappresentate dagli adulti, che migrano in gruppo verso i siti di svernamento per poi tornare in massa sulla vegetazione ospite nella successiva mwuaprimavera. Questo comportamento può rappresentare una potenziale causa di danno economico su alcune colture agrarie; è il caso, ad esempio, della Cimice del Grano (mwuqmwugAelia rostrata), che in mwuwEuropa può attaccare in massa le colture dei cereali autunno-vernini producendo danni di particolare gravità.
Come la maggior parte degli mwvqEterotteri, anche i Pentatomidi si difendono rilasciando una sostanza fortemente revulsiva, secreta dalle mwvgghiandole odorifere metatoraciche. Il secreto ha un odore caratteristico, associabile vagamente alle mandorle amare, ed ha effetto repellente nei confronti dei grossi predatori. Le loro colorazioni tanto vistose sono interpretate come mwvwmwwalivree di ammonimento (colorazioni sematiche o mwwqaposematiche), ed i mwwgpredatori vertebrati imparano rapidamente a distinguere ed evitare queste disgustose prede.
In passato la sostanza repellente, seccata e polverizzata, era impiegata per rinforzare la componente odorosa dell'mwxaacido prussico.
Sistematica
Fin dal mwzqXIX secolo, la sistematica dei Pentatomidi è stata incerta e controversa e a tutt'oggi è ancora oggetto di revisione e discussione e si riflette sulla sistematica dell'intera superfamiglia. Nell'ambito dei mwzgPentatomoidea, infatti, vi sono state e vi sono ancora interpretazioni discordanti in merito all'inquadramento di diversi gruppi sistematici, da alcuni Autori considerati come mwzwfamiglie distinte e da altri come mwaasottofamiglie, la maggior parte delle quali risulterebbe inclusa nella famiglia dei Pentatomidi sensu lato. Nel corso dei decenni, pertanto, si sono succeduti differenti schemi tassonomici che suddividevano la famiglia in un numero variabile, secondo gli Autori, da 2 a 13 sottofamiglie. Il quadro tassonomico dei Pentatomidi, perciò, varia anche sensibilmente secondo l'epoca e secondo l'autore.
Fra le interpretazioni più recenti da parte degli studiosi degli Eterotteri, tendono ad una sostanziale convergenza le suddivisioni tassonomiche di mwagSCHUH & SLATERcite-ref-1[1] e mwbwRIDERcite-ref-2[2]. Nell'ambito dei Pentatomoidei, i due schemi tassonomici discordano in merito alla posizione sistematica di due raggruppamenti:
• La famiglia degli mwfaAphylidae (mwfqsensu mwfgSCHUH & SLATER) è da mwfwRIDER considerata al rango di sottofamiglia nei Pentatomidae (mwgaAphylinae).
• La famiglia dei mwggThyreocoridae (mwgwsensu mwhaRIDER) è considerata da mwhqSCHUH & SLATER al rango di sottofamiglia dei mwhgCydnidae.
A prescindere dalle suddette divergenze, entrambe le interpretazioni riducono l'ambito tassonomico dei Pentatomidi, separandone alcuni raggruppamenti come famiglie a sé stanti (Thaumastellidae, Scutelleridae, Plataspididae, Tessaratomidae). Adottando la suddivisione di mwiaSCHUH & SLATER, la famiglia risulta composta dalle seguenti sottofamiglie:
• mwiwAsopinae
• Cyrtocorinae
• Discocephalinae
• Edessinae
• Pentatominae
• Phyllocephalinae
• Podopinae
• Serbaninae
• Stirotarsinae
Danni alle colture
Nell'ambito dell'ordine dei Rincoti, l'importanza economica dei Pentatomidi, relativamente alle specie dannose di interesse agrario, è seconda solo a quella degli mwpaOmotteri. I danni prodotti dai Pentatomidi sono generici, in quanto causati anche da altri Eterotteri fitofagi (ad esempio, frequentemente i mwpqMiridi). Consistono nella decurtazione della produzione dovuta alla sottrazione della mwpglinfa, alle alterazioni prodotte dalle punture e, infine, al rilascio sul prodotto di sapori sgradevoli dovuti alla secrezione delle ghiandole odorifere.
Le punture sono esercitate principalmente sugli steli, sulle mwqafoglie e sulle mwqqgemme. La gravità del danno dipende dalla pianta, dall'organo attaccato e dall'intensità degli attacchi. Possono consistere in necrosi più o meno diffuse, fino ad estesi disseccamenti dell'organo, alterazioni morfologiche, come ad esempio il ripiegamento di steli e germogli, alterazioni istologiche dovute alla reazione dei tessuti vegetali all'azione biochimica della saliva iniettata. L'alterazione istologica più comune è il mwqgcono salivarecite-ref-3[3], che consiste in un indurimento del tessuto, una sorta di grumo, in corrispondenza della puntura.
Gli adulti tendono ad attaccare facilmente i fiori e i giovani frutti in accrescimento, sia carnosi (frutta propriamente detta) sia secchi (mwtgcariossidi, mwtwacheni, ecc.). In questi casi i danni sono essenzialmente di due tipi. L'attacco sui fiori ne provoca la devitalizzazione e impedisce l'impollinazione e il successivo sviluppo dei frutti. Il fenomeno, genericamente detto mwuaaborto fiorale o mwuqaborto traumatico, può provocare danni di notevole entità in caso di attacchi massicci, perché si ripercuote direttamente - in termini quantitativi - sulla produzione. L'attacco sui frutti in accrescimento provoca invece deformazioni e alterazioni fisiologiche e istologiche che possono portare ad un deprezzamento del prodotto o ad una perdita totale dei requisiti di commercializzazione. La tipologia del danno ai frutti cambia secondo la specie agraria attaccata, in ogni modo si tratta di danni che possono essere provocati anche da altri Eterotteri come, ad esempio, i Miridi e i Coreidi.
Ad esempio, nelle mwwqpere e in generale in tutte le mwwgPomacee, provoca o accentua il fenomeno della mwwwlitiasi o mwxapietrosità. Questo fenomeno consiste in una lignificazione puntiforme della polpa, fisiologico entro certi limiti in molte varietà di mwxqpere, soprattutto nelle parti superficiali del frutto. La litiasi deprezza fortemente il frutto se supera una certa soglia, in quanto altera drasticamente la consistenza della polpa.
Diversi Pentatomidi, in Italia e in Europa, sono agenti del cimiciato delle nocciole, una delle alterazioni più gravi a carico del mwyanocciolo. Questa alterazione, prodotta dalle punture sui frutti già sviluppati, provoca la necrosi del mwyqgheriglio rendendolo non commestibile. La particolare gravità è dovuta al fatto che le nocciole, all'esterno, non presentano evidenti sintomi dell'alterazione.
Di particolare gravità sono anche gli attacchi ai frutti delle colture erbacee industriali (cereali ed oleoproteaginose quali la mwywsoia, il mwzagirasole, ecc.) in quanto possono produrre drastiche riduzioni delle rese o rendere inutilizzabile il prodotto per la trasformazione industriale. Sulle colture ortive, infine, i danni possono avere intensità variabili dal semplice deprezzamento del prodotto (danni di natura estetica) alla perdita totale dei requisiti merceologici. A questi danni si aggiunge anche il conferimento di sapori sgradevoli dovuti al secreto delle ghiandole odorifere.
La dannosità dei Pentatomidi è aggravata anche dalla loro etologia: in generale si tratta di insetti a regime alimentare polifago, gli adulti sono discreti volatori e si muovono con facilità e spesso hanno anche istinti gregari. Questi comportamenti li rendono agenti di danno occasionali, ma nello stesso tempo imprevedibili, a differenza di quanto avviene invece per gli Omotteri.
Fra le specie di particolare interesse agrario a diffusione mw2wpaleartica, in generale comuni anche in mw3aItalia si citano le seguenti
• mw3wmw4aPalomena prasina mw4qLINNAEUS. Specie comune e polifaga, attacca piante erbacee ed arboree. Gli adulti attaccano preferibilmente i frutti. Insieme al mw4gmw4wGonocerus acuteangulatus (Rhynchota: mw5aCoreidae) rappresenta in mw5qItalia uno dei principali agenti dell'aborto traumatico e del cimiciato delle nocciole.
• mw5wmw6aRhaphigaster nebulosa mw6qPODA. Specie comune e polifaga attacca prevalentemente le mw6ggemme di piante arboree ed erbacee. È anche uno degli agenti dell'aborto traumatico e del cimiciato delle nocciole.
• mw7amw7qAelia rostrata mw7gBOH. Nota come Cimice del Grano, è uno degli Eterotteri più dannosi alle coltivazioni dei mw7wcereali autunno-vernini (mw8afrumento, mw8qorzo)
• mw8wCarpocoris ssp. Comprende specie polifaghe occasionalmente dannose nei confronti dei fruttiferi e del mw9qnocciolo.
• mw9wPiezodorus lituratus mw-qFABRICIUS. Specie associata in primavera a mw-gLeguminose coltivate o spontanee, in estate si riversa sui fruttiferi attaccando prevalentemente la frutta.
• mw-amw-qNezara viridula mw-gLINNAEUS. Specie di origine mw-wamericana è diventata cosmopolita e molto comune. Ha un regime dietetico polifago e si rivela particolarmente dannosa nei confronti delle colture erbacee industriali, fra le quali, in particolare il mwaqapomodoro.
• mwaqiDolycoris baccarum mwaqqLINNAEUS. Specie comune ed estremamente polifaga può causare gravi danni a coltivazioni sia arboree da frutto sia erbacee.
• mwaqymwaqcEurydema ventralis mwaqgKLT. Specie comune, attacca prevalentemente le mwaqkCrucifere.
• mwaqsmwaqwHalyomorpha halys mwaq0Stål. Specie asiatica di recente introduzione in Europa e Nordamerica.
Alimentazione umana
Come per molti altri Eterotteri di medie o grandi dimensioni, anche i Pentatomidi possono avere un interesse locale come risorsa alimentare in grado di integrare il fabbisogno proteico. L'uso di Pentatomidi nell'alimentazione umana è citato in vari contesti. Un problema relativo all'uso alimentare dei Pentatomidi è la necessità di eliminare con trattamenti preliminari il sapore sgradevole dovuto al secreto delle ghiandole metatoraciche; non mancano tuttavia realtà in cui tali insetti sono consumati anche crudi, a dispetto dell'effetto collaterale.
In mwarcMessicocite-ref-5[5] sono usate diverse specie che fanno capo ai generi mwarwEdessa, mwar0Euschistus e mwar8Pharylpia, comunemente chiamate mwasejumiles. I mwasijumiles vengono mantenuti in vita e venduti in "confezioni" di pochi esemplari. Sono consumati in vari modi, sia crudi sia dopo cottura. La letteratura cita che la credenza popolare attribuisce a questi insetti proprietà curative oltre a quelle nutritive. Il consumo da crudi sarebbe diffuso fra gli strati sociali poveri, mentre in generale, per annullare l'effetto sgradevole, si ricorre alla frittura o all'arrostitura e al taglio con salse (es. il mwasmchili).
In mwassAfrica i Pentatomidi sono o sono stati usati a scopo alimentare in mwaswSudafrica e mwas0Zimbabwe. Nel Sudafrica è citato da Faure, 1944, l'uso della specie mwas4Euchosternum delagorguei presso l'etnia Mapulana con il nome locale di mwatethosonocite-ref-6[6]. La cimice era molto apprezzata e si raccoglieva, sfruttando le abitudini gregarie, al tramonto o all'alba nei mesi freddi. Gli insetti erano consumati sia crudi sia dopo cottura. Prima dell'utilizzo è necessaria l'estirpazione della ghiandola odorifera, in quanto il secreto ha effetti caustici sugli occhi. L'uso alimentare sarebbe ancora diffuso, secondo il progetto di ricerca mwatyNutritional and medicinal value of the edible stinkbug, Eucosternum delegorguei, consumed in the Limpopo, Province of South Africa (2003-2005)cite-ref-7[7]. Documenti risalenti al mwats1934cite-ref-8[8] citano l'impiego della stessa specie, apprezzata e ricercata, con il nome locale di mwauaharugwa anche presso popolazioni indigene dello Zimbabwe. Anche in questo caso si sfruttava l'istinto gregario della specie, che si raccoglieva all'arrivo verso la fine della stagione delle piogge. Il consumo, dopo arrostitura, richiedeva un trattamento preliminare finalizzato all'eliminazione del secreto della ghiandola metatoracica perché sgradevole al palato.
In mwauiAsia è citato l'uso di Pentatomidi in mwaumIndiacite-ref-india-9-0[9], facenti capo ai generi mwaugBagrada e mwauoErthesina. Inoltre in mwauwAsia sono utilizzati a scopo alimentare anche altri Pentatomoidei appartenenti alle famiglie dei mwau0Dinidoridaecite-ref-india-9-1[9] e mwaviTessaratomidae in mwavmCina e mwavqThailandiacite-ref-10[10]cite-ref-11[11].
Note
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• mwae0(EN) Taxon profile: Pentatomidae, su BioLib.cz, Biological Library. URL consultato il 07-06-2008.
• mwae8(EN) Taxon details: Pentatomidae, in Fauna Europaea version 2.6.2, Fauna Europaea Web Service, 2013. URL consultato il 07-06-2008.
• mwafe(EN) Name details - Pentatomidae, in ION: Index to Organism Names, Thomson Scientific. URL consultato il 13-08-2008.
• mwafm(EN) ITIS Standard Report Page: Pentatomidae, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 07-06-2008.